//ADIDAS E LA PRIMA COLLABORAZIONE CON L’HIP HOP

ADIDAS E LA PRIMA COLLABORAZIONE CON L’HIP HOP

Se si pensa all’hip hop viene automatico associare questo genere musicale ad una moda fatta di felpe col cappuccio, sneakers, gioielli, cappellini, il tutto costantemente in dialogo con i più grandi brand di abbigliamento sportivo.

Negli anni i rapper che sono riusciti a rappresentare meglio lo stile della strada sono diventati delle vere e proprie icone di moda, influenzando intere generazioni. Dai primi MC degli anni 70, passando da Tupac e Snoop Dogg negli anni 90, fino ad arrivare ad oggi con Kanye West e il suo brand Yeezy. Ma non si parla solo di sportswear: ormai anche brand come Gucci chiedono apertamente la collaborazione di artisti come Migos e 2 Chainz, e hanno persino invitato A$AP Rocky e Childish Gambino alle loro sfilate. Infondo sono proprio questi artisti i primi ad aver iniziato il dialogo col mondo della moda, esaltando specifici brand nei loro testi: “Versace” di Migos e “Gucci Gang” di Lil Pump sono solo alcuni tra gli esempi più recenti. Ed è successo proprio così, dedicando una canzone alla Adidas, che un celebre gruppo hip hop degli anni 80 ha attirato l’attenzione del brand, che ha poi deciso di partecipare a questo dialogo  iniziando la storica collaborazione di cui vi parleremo in questo articolo.

Se guardiamo alla sua storia, il legame tra l’hip hop e lo streetwear è sempre esistito, fin dalle sue origini nei ghetti afroamericani.

Ce ne offre una rappresentazione vivida e accurata la serie di Baz Luhrmann “The Get Down” su Neflix, ambientata alla fine degli anni 70, in cui i protagonisti indossano fieramente cappelli Kangol, sneakers Puma, e capi fedelissimi alla moda dell’epoca. Alla scelta dei costumi di scena ha partecipato addirittura Grandmaster Flash in persona, che ha dettato legge su cosa fosse davvero di moda in quegli anni. Se non avete ancora visto la serie, sul suo canale Instagram troverete una selezione di alcuni tra i look più belli.

In quegli anni “Streetwear” per le strade del Bronx voleva dire abbigliamento casual e sportivo, e non potevano mancare le Chuck Taylor firmate All-stars e le Superstar della Adidas, tra gli altri brand dominanti come Le Coq Sportif e Pro-Keds. Ma nei primi anni 80, un gruppo in particolare coinvolse un elemento distintivo del loro stile nelle proprie esibizioni, ed è stato grazie a questo che è iniziato il sodalizio tra la Adidas e il mondo dell’hip hop.

I RUN D.M.C. avevano iniziato a portare le Superstars senza i lacci, come i carcerati ai quali venivano sequestrati per evitare che si impiccassero in cella. Questo gesto per i RUN D.M.C. voleva dire rivendicare la propria appartenenza al Queens e alla strada, e durante i loro concerti intere folle, incitate dal gruppo sulle note del brano chiamato proprio “My Adidas”, sollevavano le sneakers al cielo in un gesto di fortissima identità e coesione. Al co-manager del gruppo, Lyor Cohen, venne dunque l’idea di tentare una sponsorship, e invitò il dirigente Adidas Angelo Anastasio ad assistere ad un concerto. Anastasio e altri dirigenti che assistettero più tardi alla tappa del tour al Madison Square Garden rimasero prevedibilmente colpiti dallo spettacolo, e quando ricevettero un video in cui i rapper facevano una breve esibizione e infine gridavano “dateci un milione di dollari!”, la Adidas accettò, e venne firmato quello che nel 1986 fu un contratto senza precedenti per l’hip hop. I RUN D.M.C. sono stati quindi i primi non atleti della storia ad aver firmato un contratto con un brand di sportswear, aprendo la strada ad altri che negli anni successivi seguirono il loro esempio.

Da allora gli artisti hip hop non accennano a smettere di arricchire il mondo della moda, apportando il loro punto di vista e ponendosi come interpreti di una cultura che sta crescendo sempre più potente e coinvolgente non solo per gli amanti del genere ma soprattutto per gli appassionati di moda.

Elena Giani

By | 2018-11-22T16:31:16+00:00 novembre 22nd, 2018|Blog|0 Commenti

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