Il Bikini: una storia di oltre 60 anni

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Il Bikini: una storia di oltre 60 anni

Il costume da bagno o bikini è senz’altro l’indumento che domina ogni anno i mesi estivi. Amatissimo ma anche spaventoso soprattutto per la temutissima prova costume prima dell’apertura ufficiale della stagione estiva, il costume ha avuto come ogni cosa una sua evoluzione e rivoluzione per arrivare ad essere ciò che tutti noi conosciamo.

La più antica testimonianza che affermava l’esistenza del costume da bagno già in epoche più antiche risale ad un mosaico del III secolo d.C che mostra una dozzina di donne che giocano coperte solo da bende e fasce a due pezzi che ricordano il moderno bikini anticipando la sua invenzione ufficiale del 1946.
Per tutta l’antichità, Medioevo e Rinascimento resta poco diffuso il bisogno di andare al mare per rinfrescarsi dal caldo estivo salvo l’usanza di fare bagni termali prevalentemente senza veli; è dal 1750 che inizia a diffondersi la moda dei bagni in laghi, fiumi e mari che necessitano quindi di un abbigliamento consono e adeguato all’epoca in cui ci si trovava, bisogno che trova risposta in abiti spessi con tela da marinaio, calzoni, corpetti e gonne che si gonfiano in maniera inevitabile a contatto con l’acqua.

Durante la prima metà del 1800 le donne fanno bagni in mare avvolte da coprenti mantelli e si va in spiaggia accompagnati da cabine con ruote o tende che permettano di cambiarsi d’abito una volta usciti dall’acqua mettendosi addosso abiti chiari e leggeri ma che non lasciano niente di scoperto e  con addirittura dei guanti per ripararsi in maniera totale dai raggi solari preservando così il colorito pallido sinonimo di nobiltà.

Dalla seconda metà del 1800 ci si concede brevi esposizioni solari a scopo terapeutico con tanto di calzoni, gonne, scarpe e cuffiette che portano alla fine del secolo l’apparizione della così detta moda alla marinara con magliette a righe blu e bianche e colletti bianchi sul dorso. Dal 1900 la tenuta da bagno non subisce forti cambiamenti ci sono sempre calzoni e scarpe con stringhe che si abbinano a costumi interi e camicie da bagno. E’ il periodo in cui comincia la tradizione di andare in villeggiatura al mare facendo così comparire i primi stabilimenti balneari attrezzati di cabine in località come Viareggio, Rimini e il lido di Venezia.

Negli anni 20 del 1900 i costumi sono costituiti da corte gonnelline in taffetas con la cintura sui fianchi, o costumi da nuoto senza maniche con pantaloncini corti o culottes. Dal 1930 si apprezza di più stare al sole, i costumi si accorciano, compaiono scolli più ampi sia davanti che dietro e i pantaloncini si staccano del tutto dal corpetto, nasce la moda del pareo e dal 1937 si può stare in spiaggia in pantaloncini a vita alta e reggiseno. Ma la vera grande svolta arriva nel 1946 quando lo stilista svizzero Louis Reard lanciò il vero bikini costituito da due soli pezzi: mutandina succinta a triangolo e reggiseno che lasciano scoperto l’ombelico, un vero e proprio choc e tabù che resterà anche per tutto il 1950 in cui regnano i costumi interi con scollature a cuore e bustini con stecche.

Il bikini deve il suo nome a un evento che non c’entra col mondo della moda, infatti nel 1946 negli Stati Uniti si stavano compiendo dei test nucleari sull’atollo di Bikini e ciò fece tanto scalpore proprio quanto il nuovo costume da bagno femminile che prese il suo nome. Il bikini, dopo la sua invenzione, inizia a essere effettivamente usato negli anni 60 anche con l’innovazione del monokini che ha una striscia di tessuto ad unire lo slip al reggiseno e del nuovo materiale in lycra che dona al costume elasticità, praticità e facile asciugatura.

Le prime grandi donne a portare alla ribalta il bikini furono Brigitte Bardot e i suoi due pezzi indossati a Saint Tropez e Cannes e la bellissima attrice Ursula Andress, durante le riprese del film “007  -Licenza di Uccidere”, in cui interpreta la bond girl. Infine, la moda degli hippies e dei figli dei fiori influenzerà i look degli anni 70 portando alla ribalta il reggiseno a triangolo senza imbottitura in forme sempre più ridotte per poi arrivare ai topless e al tanga.

Arrivando così ai giorni nostri i costumi che vanno per la maggiore guardano un po’ indietro portando al ritorno dei costumi interi sgambatissimi stile Baywatch, slip a vita alta accompagnati alle più diverse forme come triangoli, a fascia, modello brasiliano o classico e in tantissimi tessuti come la ciniglia e diversissimi colori.  Anche per l’uomo il corso degli anni ha portato all’evoluzione del costume da modelli coprenti con pantaloni lunghi e canotte a slip e pantaloncini odierni in colori fosforescenti e fantasie innovative.

E dopo questo articolo da “ pinne, fucile ed occhiali”, non vi rimarrà altro che aspettare il prossimo del 23 agosto sulle nuovissime tendenze autunno inverno in stile street.

Valentina Pieranti

By | 2018-07-31T17:11:13+00:00 agosto 2nd, 2018|Blog|0 Commenti

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