//QUANDO LA HAUTE COUTURE ERA PER POCHI

QUANDO LA HAUTE COUTURE ERA PER POCHI

È ormai terminata anche la Spring/Summer ‘19 Fashion Week, dopo essere passata per le quattro capitali della moda dove due volte l’anno migrano modelli, designers, influencers e addetti ai lavori del mondo della moda. Il traffico impazzisce, i mezzi si intasano, le feste si moltiplicano e la città smette di dormire: uno spettacolo a cui hanno assistito New York, Londra, Milano e Parigi durante le scorse settimane. Ma da dove trae origine questo evento? Come nasce il fenomeno della Fashion Week e com’erano le prime sfilate di moda? Sicuramente non accessibili a tutti, mentre oggi a tutti è permesso assistervi come spettatori in primissima fila dallo schermo del proprio cellulare.

Un tempo le “sfilate” avvenivano all’interno delle case di moda ed erano riservate solo ai clienti più importanti e facoltosi. Siamo nella Parigi del 1850, nel pieno dello sviluppo dell’industria “haute couture” quando per la prima volta gli atelier iniziarono ad assumere modelle in carne ed ossa, che all’interno della boutique dovevano disporsi in fila e posare indossando le nuove collezioni. La prima e più celebre maison ad organizzare queste sfilate fu la parigina “House of Worth”, che tra i propri clienti contava anche le imperatrici Eugenia Bonaparte e Elisabetta di Baviera (nientemeno che la principessa Sissi).

Il primo spettacolo di moda aperto anche alle signore della classe media fu organizzato a New York City nel 1903 dal negozio “Ehrich Brothers”, che indubbiamente si ispirò ai “défilé” francesi. Nel 1920 questi spettacoli erano ormai diffusi in moltissimi negozi newyorkesi, ma si trattava di show molto più spettacolarizzati rispetto alle sfilate che vediamo oggi. Lo show prevedeva un tema a cui ispirarsi e un commentatore presentava i prodotti e intratteneva il pubblico all’interno del bar o del ristorante della boutique, dove solitamente la sfilata aveva luogo. Erano ormai eventi aperti a tutti, diventati così popolari che intere folle accorrevano ad assistervi.

Eleonore Lambert

Eleanore Lambert

Ma l’idea di concentrare le sfilate in un periodo specifico e limitato di tempo fu della pubblicista di moda Eleanor Lambert. Fu così che nel 1943 nacque a New York la “Fashion Press Week”, riservata ai soli giornalisti con lo scopo di fornire un’alternativa alla moda francese, dato che per chi lavorava nell’industria del fashion era diventato difficilissimo viaggiare a Parigi nel pieno della Seconda Guerra Mondiale. Il brand “Fashion Week” però ancora non esisteva, e la settimana della moda newyorkese ha cambiato molti nomi da allora, dopo che il marchio è stato rivisto da diversi sponsor. Quella di New York, dal 1943 ad oggi, è stata conosciuta come “7th on  Sixth”, “Olympus Fashion Week”, e infine “Mercedes-Benz Fashion Week”.

Sulla scia della Fashion Week newyorkese, enti e organizzazioni di altri paesi sono intervenuti nella creazione della Fashion Week così come la conosciamo oggi. La Settimana della Moda di Milano è stata fondata nel 1958 dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, in seguito la Fashion Week di Parigi è stata riorganizzata nel 1973 dalla Federazione Francese della Moda, mentre a Londra viene realizzata a partire dal 1984 dal British Fashion Council.

House of Worth, 1907

House of Worth, 1907

Oggi esistono Fashion Week degne di nota in ogni parte del mondo, ma le vere capitali della moda restano essenzialmente quattro, conosciute come le “Big Four”, in cui le Fashion Week avvengono due volte l’anno seguendo l’ordine New York-Londra-Milano-Parigi. Una settimana che è l’apice di un anno di lavoro, sia per i designer più conosciuti che per quelli indipendenti, e che a noi dà modo di osservare, criticare o farci ammaliare dalle loro creazioni. Cosa che oggi possiamo fare anche senza essere imperatrici o proprietari di lussuose boutique parigine.

Elena Giani

By | 2018-10-11T08:30:58+00:00 ottobre 11th, 2018|Blog|0 Commenti

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