//SUPREME: DALLE CONTRAFFAZIONI ALLE COLLABORAZIONI

SUPREME: DALLE CONTRAFFAZIONI ALLE COLLABORAZIONI

Nike, Lacoste, Fox Racing, Rimowa, fino ad arrivare a The North Face: per l’ennesima stagione le collaborazioni tra Supreme e i brand scelti hanno fatto impazzire tutti i seguaci dell’ormai affermatissimo brand, portando a vendite altissime e creando un hypepazzesco intorno ad ogni nuovo lancio.

L’entusiasmo per Supreme non accenna a diminuire, e la sua identità si rinforza di anno in anno anche grazie alle numerose collaborazioni che hanno connesso il mondo di appartenenza del brand, ovvero lo skate clothing, con il campo del lusso, dello sportswear, della musica e molto altro (da ricordare la bizzarra collaborazione con le calcolatrici Braun o il flipper creato insieme a Stern). Ma non sempre il logo Supreme è stato ben accetto quando associato ad altre firme.

Una delle collaborazioni più iconiche è stata quella che nel 2017 ha portato in passerella a Parigi Supreme e Louis Vuitton, seguita da un grande successo e da un’incredibile corsa agli acquisti. Ma forse non tutti sanno che quella non era la prima volta che i due loghi comparivano insieme su una linea di abbigliamento.

Già nel 2000 Supreme aveva deciso, fregandosene di chiedere il permesso, di applicare la famosa stampa monogram di Louis Vuitton sulle tavole dei suoi skate, e per poco i due brand non finirono l’uno contro l’altro in tribunale  ad affrontare una causa per contraffazione.

In quel periodo Louis Vuitton stava godendo di un nuovo interesse da parte dei giovani, grazie anche all’approccio adottato da Marc Jacobs durante i suoi primi anni come direttore artistico. Tra le sue mosse vincenti ci fu la linea di borse in vernice e la borsa Cappelliera, associate con successo alle top model Naomi Campbell e Kate Moss. L’intento di Jacobs era quello di svecchiare il brand, riscattandolo dall’immagine negativa di azienda antiquata e snob.

Lo stilista doveva aver colto nel segno, perché Supreme ha pensato che la stampa di LV così com’era, senza necessità di essere modificata, sarebbe stata bene sui suoi prodotti, e decise di creare una linea di skate, t-shirt e cappellini. La denuncia in realtà non è mai scattata, ma Supreme si vide consegnare una diffida da parte di Louis Vuitton che invitava cordialmente a bruciare tutti gli articoli “contraffatti” prodotti fino a quel momento.

Fu una mossa sicuramente audace, ma quasi vent’anni dopo è impossibile pensare che sia stata uno sbaglio. Prima di allora infatti nessuno skater o giovane in generale aveva ancora pensato di poter mixare un marchio dauptown con la cultura di strada. E alla fine lo stesso Marc Jacobs deve averne colto il potenziale, perché solo un anno dopo convinse i suoi capi a “prestare” il prezioso logo al designer Stephen Sprouse e all’artista e graffitaro Takashi Murakami, riuscendo definitivamente a rivitalizzare il brand.

Dopo 17 anni è arrivata la collaborazione ufficiale, e a gioirne sono stati gli armadi dei collezionisti più sfegatati, che anche questa settimana hanno potuto aggiungere alla propria collezione nuovi preziosi pezzi firmati Supreme x The North Face.

Elena Giani

 

By | 2018-10-18T09:09:04+00:00 ottobre 18th, 2018|Blog|0 Commenti

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